Il mondo non aspetta chi corre

Day 25 – Villafranca del Bierzo a Trìacastela

Oggi è stata una giornata di meraviglia e stupore. La Galizia si è confermata essere, come da premesse, la regione più bella e colorata. La colazione di stamattina è stata praticamente un summit generale durante il quale abbiamo discusso le opzioni disponibili per oggi, domani e i prossimi giorni. A causa di alcuni voli aerei già acquistati da alcuni di noi, abbiamo cercato di capire quale fosse la miglior maniera di procedere senza sfaldare il gruppo, cosa che sarà inevitabile.

La decisione da prendere prima di partire era se arrivare a Triacastela (21 km) o se proseguire fino a Sarria (39 km). La scelta è ricaduta sulla prima opzione per tutelare le condizioni fisiche generali di tutti e per goderci il cammino anziché farlo diventare una corsa a Santiago.

Ci siamo messi in marcia alla spicciolata, con Matteo ad aprire la strada, io, Flo e Miguel Angel a seguire. Faceva freddo, freddo vero, attorno ai cinque gradi, ma l’umidità e soprattutto il vento ne facevano percepire meno. Lasciando il paesino di O Cebreiro, abbiamo scelto il sentiero che passa tra i boschi, immergendoci nella natura. I pini emanavano il caratteristico profumo di resina, e la vista sulla vallata sottostante si apriva sempre di più.

Dopo 25 minuti, siamo arrivati all’Alto del Roque, a 1200 metri circa, dove c’è una statua dedicata ai pellegrini. Il vento era forte, e dopo una foto di rito, abbiamo proseguito lungo una discesa morbida che ci ha fatto attraversare un altro piccolo pueblo. Qui abbiamo incontrato un imponente Kangal, una razza turca, che ci ha momentaneamente paralizzato. Dopo una breve esitazione, il cane ci ha superato camminando sul muretto e ci ha seguito per un tratto, prima di fare ritorno a casa sua.

La salita per l’Alto del Pollo, la seconda cima da affrontare oggi, ci ha riportato alla fatica e al sudore. Questo è stato il tratto di massima pendenza del Cammino, breve ma impegnativo. Arrivati all’incrocio sull’Alto, a 1300 metri e dopo sette km, abbiamo deciso di fare la prima sosta al bar.

Da lì in poi, il percorso è stato in discesa, facile e piacevole, con Matteo già avanti e Flo che ha accelerato il passo. Ho deciso di mantenere un ritmo più simile a quello di Miguel Angel, che procedeva più lentamente a causa di una caviglia completamente storta. Tra chiacchiere e pause, siamo arrivati al paese successivo e abbiamo continuato così per un’oretta fino a fermarci per goderci il panorama.

Da quel momento in poi, ho sentito il bisogno di camminare da solo per slegare le gambe e godermi il cammino in solitudine. La bellezza del paesaggio e la musica di Ennio Morricone nei miei auricolari si sono fusi in un’armonia perfetta. Raggiungere Triacastela mi ha quasi dispiaciuto, perché avrei voluto camminare all’infinito per non interrompere l’idillio.

Sulla via principale, ho scorto Kim e Na in lontananza, i miei supereroi preferiti, sollevando le braccia per accogliermi. Il rapporto che abbiamo va oltre la simpatia, la solidarietà o la confidenza. È un legame profondo comune a chi compie il cammino dall’inizio alla fine. Da domani, il cammino entrerà nella sua fase finale, con Sarria a 100 km da Santiago. Non vedo l’ora di raggiungere il famoso miliare dei 100 km.

Anche per oggi è tutto, a domani.

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