Ieri notte, prima di andare a dormire, sono salito sul Fly per il goodnight kiss. Di guardia c’erano Ben e Raymond che stavano ascoltando un brano di James Taylor, Walking man. Stare di guardia, soprattutto la notte, ha dei lati positivi. Al di là delle conversazioni con il compagno in turno, si ascolta sempre della buona musica. Ognuno riproduce le proprie playlist o i propri album preferiti ed è un buon modo per conoscere musica nuova, anche grazie al fatto che si ha a che fare con persone di diverse nazionalità, di età ed estrazioni sociali. Quando sono stato di guardia, anche nelle altre traversate, ho sempre avuto modo di scoprire delle interessanti selezioni musicali.
È stata una notte nuvolosa, con poche stelle visibili. Poche per essere in Oceano, si intende, ma ieri c’era una Luna sensazionale. Uno spicchio perfetto e brillante che si specchiava sul mare. La formazione delle nuvole era poi perfetta per la situazione e creava un connubio davvero curioso. In particolare quelle che a noi sembravano appena sotto la Luna lo erano in modo particolare, Si trattava di una formazione piatta e allungata con colori che la luce lunare rendeva diversi tra loro. Due o tre variazioni di grigio. La loro disposizione creava un effetto unico perché dalla nostra posizione ed angolazione sembrava di vederla appoggiata su di una sorta di piedistallo. Come se in un momento di vanità la Luna si fosse messa in posa per noi. La cosa che adoro del riflesso di Sole e Luna è che la luce raggiunge sempre la tua posizione, non va mai altrove, viene dritta verso di te. Sono consapevole che si tratta di un’osservazione banale, ma mi piace pensare che sia un omaggio individuale che la natura offre a tutti noi.
Qualche anno fa, in un film leggero e divertente, ho scoperto l’esistenza di un vocabolo in lingua turca che definisce esattamente il riflesso della luna sul mare: Yakamoz, riflesso di luna sull’acqua. Nella loro lingua esiste un vocabolo solo per questo. Una rivista tedesca che compilato la classifica delle 10 parole più belle tra tutte le lingue parlate, l’ha eletta come la più bella di tutte e concordo con loro. Ho letto che in tedesco per poter esprimere lo stesso concetto ci vogliono almeno sei parole. In italiano ne impieghiamo cinque. Nel film, il protagonista cercava di fare colpo sulla sua ex e a tal fine diceva che è assurdo pensare che abbiamo vocaboli spesso inutili e altrettanto spesso ridondanti per definire altre cose molto meno profonde, come ad esempio la parola denaro, per la quale potete sbizzarrirvi a trovare svariati sinonimi, ma non abbiamo una parola per definire questa meraviglia quotidiana di cui possiamo godere liberamente e che incanta chiunque la osservi.
Il goodnight kiss di ieri notte è stato reso speciale dallo Yakamoz, dalle note di Walking man che erano più che mai perfette, dallo sciabordio dell’acqua e dall’aria fresca della notte Atlantica. Non avrebbe potuto essere più dolce di così e non mi ha stupito il fatto che il sovraccarico sensoriale mi abbia fatto piangere di gioia.
Dopo essere tornato a letto, il sonno è arrivato velocemente e con grande serenità.
Il risveglio è stato altrettanto dolce, Pan brioche e cioccolato. Dovrei quasi sentirmi in colpa per le tutte le calorie che sto introitando e invece noto che sto perdendo peso, tutto merito della barca.
Le prime due ore passano belle spedite. Mi diverto a fare i calamari ripieni mentre ascolto una delle mie playlist preferite a volume più che sostenuto. Ogni tanto vengono a salutarmi Ben e Lorenzo che sono poi i miei commensali più fedeli. Lorenzo mangia in continuazione, ci pensavo proprio ieri sera ricordando che uno dei primi giorni a bordo, era stato proprio Tom a dirmi che se Lorenzo era in giro difficilmente si sarebbe potuto salvare qualcosa da mangiare. Si faceva riferimento al tiramisù in quella conversazione, ma ho constatato che effettivamente riguarda un po’ tutto. È giovane, ha solo 20 anni, ed è anche molto sportivo quindi non fa fatica a bruciare ciò che consuma. Però credetemi è davvero stupefacente quanti pasti riesca a divorare nell’arco della giornata. Per farvi capire, dopo avergli portato la colazione sul Fly come faccio di solito, è sceso giù nella crew mess e si è scaldato il pollo che era in frigo. Con i suoi spuntini ci si potrebbero fare tranquillamente due pranzi. Beato lui che non ha problemi di linea.
Per pranzo, oltre ai già citati calamari, ho deciso di usare la polpa di granchio che Tom aveva comprato per gli ospiti. Il tagliolino sarebbe il top ma in mancanza della pasta fresca opto per una tagliatella. Non è un abbinamento ortodosso ma ho pochi dubbi che nessuno si lamenterà.
Con le verdure siamo agli sgoccioli quindi oggi solo insalata.
In men che non si dica si fa l’ora di pranzo e poco prima di fare uscire i vassoi, preparo il pezzo di Angus che cuocerò a bassa temperatura. Dopo un consulto veloce con Roby The Chef, imposto a 80° la temperatura del forno. L’obiettivo è raggiungere la temperatura di al cuore di 48°. Stimo in 3 ore il tempo totale di cottura e invece dopo poco più di 2 ore è tempo di tirarlo fuori. Alle 15 in punto sono libero di andare in cabina.
Prima però un bel caffè e una sosta solitaria a poppa. Oggi è una giornata grigia, fa freddo e osservando la superficie dell’acqua mi accorgo che, come avevo notato anche nelle altre due traversate, il colore del mare è molto più scuro. Sicuramente l’effetto è accentuato dalla mancanza di sole, ma è altrettanto certo che la profondità qui è elevata, cosa che incide sensibilmente sull’aspetto del mare. È di un blu così scuro da apparire quasi nero, in certi momenti.
Dovremmo essere a circa 900 miglia da Gibilterra se non vado errato e se la memoria non mi inganna lo scorso anno è proprio qui che ci siamo fermati per fare un tuffo. La giornata era decisamente più mite e soleggiata ed era anche la fine di aprile, quindi in generale si andava verso temperature più favorevoli.
Il bagno in Oceano è sempre emozionante, più che sotto costa. Guardarlo scorrere sotto la barca fa venire una gran voglia di fare il bagno, anche perché ci stai navigando da due o tre settimane ed è strano essere in mare senza nuotare per così tanto tempo. Poi però ti tuffi e mentre nuoti realizzi che sotto di te ci sono 2/3 km di fondale, popolato da creature di ogni tipo e grandezza. Bello, per carità, però io non resto a mollo per più di 5-10 minuti.
Questa volta non ci sarà occasione di farlo e va bene così, anche perché senza muta difficilmente potrei affrontare l’acqua gelida.
Rientro in cabina e dormo profondamente fino alle 18. La cena è praticamente già pronta, devo solo rosolare e poi affettare il Roast beef, preparare un contorno di zucchine che credo farò gratinate al forno e cuocere il riso pilaf.
Mentre sto affilando il coltello per la carne arrivano Ben e Lorenzo che non vedono l’ora di assaggiarla. Pochi minuti dopo siamo tutti e tre con gli occhi chiusi, il boccone in bocca e tutti e tre lì riapriamo manifestando la stessa espressione facciale. È una goduria per il palato e un orgasmo per le papille gustative. Così morbido che non serve nemmeno masticarlo, succoso, saporito e grazie all’olio spagnolo di Mallorca che Lorenzo ha recuperato nel magazzino e un pizzico di fiocchi di Sale Maldon è anche perfettamente condito. Ho pochi dubbi sul fatto che non ne avanzeremo nemmeno una fetta stasera.
Ci sediamo a tavola e iniziamo a cenare noi tre. Alla fine del pasto Ben fa una cosa da inglese, perdonatemi l’espressione. La carne gli è piaciuta talmente tanto che vuole farsi anche un Roast beef sandwich che lui stesso definisce come “il classico panino da hang-over della domenica mattina”.
Due fette di pane brioche, quindi dolce, il roast beef, il ketchup, la senape. Questo è stato il suo dessert.
Raymond e Matteo che si siedono a tavola circa 20 minuti più tardi, apprezzano ugualmente, ma in modo più sobrio rispetto a Ben. Quando la materia prima è di alto livello, meno la tocchi e meglio è. Infatti mi sono limitato a ricoprire il pezzo con un rub a base di paprika unito a della buona senape di Digione in grani. Il resto l’hanno fatto il forno e la magica sonda Meater che ho comprato lo scorso anno e che è diventata semplicemente insostituibile per cuocere la carne. 48° al cuore, 20 minuti di riposo, nel mio caso qualche ora, e poi 5 minuti per lato sotto il grill a 220° per rosolarla alla perfezione.
Dopo una cena così non voglio nemmeno bere il caffè, ma una fettina di Pan brioche con della crema al cioccolato…ci sta tutta.
Mente pulisco la cucina, John e Matteo giocano a GTA con la Playstation. Dalla finta finestra della cucina ci scambiamo battute sulle performance di John.
Qualche ora fa erano tutti sul ponte a lavorare ancora all’albero. John è salito su un’altra volta per rimettere in tensione le cime che sostituiscono la sartia danneggiata. Sono indubbiamente tutti molto stanchi, ma siamo anche tutti contenti perché sentiamo di essere sempre più vicini all’arrivo.
C’è ancora un po’ di onda lunga, alla quale mi sono di fatto abituato e che non disturba più così tanto.
Faccio un giro a poppa a salutare la Luna e poi rientro in cabina a scrivere la fine di questo resoconto giornaliero.
Sei giorni all’arrivo, Palma stiamo arrivando.
Buonanotte a tutti, a domani.


