Il mondo non aspetta chi corre

Questo è il primo di una serie di dieci racconti con i quali ho condensato, in poche righe, le fasi salienti di un percorso durato un anno e che ha caratterizzato, non solo un cambio di vita e di lavoro, ma anche il modo di pensare e di intendere la felicità. È nato come gioco su Facebook grazie all’amico di sempre, anzi al primo vero amico di cui abbia memoria, Nadir, che mi ha taggato per partecipare ad uno dei classici giochi in cui si devono citare 10 film che ci hanno colpito, o 10 canzoni che fanno parte della colonna sonora delle nostre vite, etc., beh avete capito. Non sono solito partecipare a queste catene, ma dal momento che era stato proprio Nadir a coinvolgermi non potevo esimermi e così ho accetto di partecipare cambiandone leggermente la forma. Dieci giorni, dieci racconti, dieci momenti o periodi cruciali per descrivere ciò che ho vissuto e incontrato lungo la strada.

Per collocare temporalmente queste esperienze ho bisogno di fare una premessa. Era il 2018 e l’anno prima avevo lasciato Padova, dove sono nato e cresciuto, per trasferirmi in Sardegna dove avevo trascorso l’estate del 2017 lavorando in barca come marinaio e come steward.

Per collocare temporalmente queste esperienze ho bisogno di fare una premessa. Era il 2018 e l’anno prima avevo lasciato Padova, dove sono nato e cresciuto, per trasferirmi in Sardegna dove avevo trascorso l’estate del 2017 lavorando in barca come marinaio/steward. Di quell’estate potete leggere il racconto riassuntivo qui.

Da quando tutto è inizato, nel luglio 2017, sono sempre stato guidato dalla ricerca di nuovi stimoli, dalla speranza e soprattutto dal desiderio innato e rinnovato di uscire costantemente dalla zona di comfort.

Premessa conclusa, iniziamo il racconto.

Per i prossimi 10 giorni ti taggerò (rivolgendomi su Facebook a Nadir) ogni giorno postando una foto, non di un film, ma di vita reale, aggiungendo un commento personale sullo stato d’animo e le emozioni che provavo in quel momento. Per la precisione degli ultimi 18 mesi, che sono stati forse i più importanti dei miei primi 40 anni.

Inizio con questa immagine, la Valle della Luna in Sardegna. Era il giorno prima di partire verso l’ignoto, per il viaggio più assurdo, imprevedibile e temibile della mia vita. Pochi soldi in tasca, un grande sogno nella testa, cambiare per sempre il mio futuro intraprendendo una carriera per lo più sconosciuta, con all’attivo solo qualche mese di esperienza e una vaga idea di come farlo.

Ma la speranza, la fiducia in me stesso e l’incoscienza mi hanno fatto mettere da parte qualsiasi paura, lasciando nella testa solo il ricordo di questa immagine pura che per settimane è stata la cosa più vicina al senso di casa.

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