Ha piovuto, ha diluviato e ci siamo fatti 30 km con le scarpe inzuppate e i vestiti fradici. Il vento ha completato il quadro rendendo questa terzultima tappa più dura delle previsioni. Tante salite importanti, alcune più belle di altre perché attraversavano boschi fittissimi che avremmo sicuramente apprezzato di più col sole. Sapevamo che la prima sosta sarebbe arrivata solo dopo 14 km e per questo la colazione è stata abbondante. Io e Flo ci siamo messi in marcia subito dopo il video mattutino, al buio e con un passo esagerato. Ci sentivamo bene e volevamo fare quanta più strada possibile prima dell’inizio della pioggia, previsto per le 10 e col senno di poi è stata una scelta azzeccata. Penso che oggi sia stata la giornata con meno foto da quando siamo partiti, un po’ per il freddo e un po’ perché i colori grigi rendevano tutto molto più banale e monotono. Inoltre ho già compromesso la fotocamera del telefono e non volevo rischiare di renderla inutilizzabile. Dopo meno di 2 ore avevamo raggiunto e superato tutti i membri del gruppo. Dapprima le ragazze, poi Kim e Na e infine Matteo, che a causa dei malanni fisici sta tenendo un passo più lento del solito. Poi, arrivati a Melide, dove ci attendeva il Polpo alla Gallega che ci è stato decantato da tutti, ci siamo concessi una lunga pausa di riposo. Tre Radler hanno reso faticosa la ripresa, c’è voluto un caffè lungo per non addormentarmi, anche se le sferzate di pioggia e vento mi hanno fatto ritornare velocemente alla realtà. Il pensiero di dover camminare per altri 16 km mi opprimeva mentalmente e per un attimo ho pensato e proposto a Flo di fermarci a Melide per la notte e ripartire domani. Se avessimo fatto così ci saremmo ritrovati a camminare 25 km domani e 25 km mercoledì. Fortunatamente sia Flo che Kim e Na hanno insistito per continuare stringendo i denti oggi per poter camminare meno nei prossimi giorni. Saranno infatti due tappe da 19 km, che seppur prevedono salite come oggi, sono un numero più abbordabile. In questi ultimi giorni, mentre camminiamo, ci ritroviamo spesso a ripercorrere mentalmente i momenti più belli del Camino, quelli che ci hanno emozionato di più, quelli in cui i paesaggi ci hanno stupito e soprattutto le persone che abbiamo incontrato lungo la strada e con cui abbiamo condiviso parte dell’esperienza prima che le nostre strade si dividessero. Sono valigie piene di ricordi, talmente tanti che sembra impossibile averli generati in meno di un mese e sono così intensi che ci fanno emozionare di nuovo al pensiero. Oggi ci siamo divertiti a fare il gioco delle classifiche, quella del paesaggio più bello, quella del momento più bello, quella della tappa più dura, quella della persona che ci ha colpito di più e così via. Avevamo bisogno di tenere impegnata la testa mentre l’acqua entrava nelle scarpe e mentre le salite si facevano più impegnative. Ha funzionato perché siamo arrivati a Arzua stanchissimi ma senza esserci annoiati. L’ostello scelto da Matteo è in pieno centro, sul cammino ed è al di sopra della media. La stanchezza ci ha colpiti tutti verso le 19, dopo aver fatto la doccia ed esserci rilassati sui letti per qualche ora, quindi abbiamo deciso di ordinare la cena presso un ristorante che effettua la delivery. In questo momento, alle 21.15, ci stiamo preparando per la notte e per il sonno riposante di cui abbiamo estremo bisogno. Domani la pioggia sarà ancora più intensa di oggi, sarà quindi una tappa corta ma molto impegnativa da affrontare con determinazione e costanza. Fortunatamente, avendo l’ostello tutto per noi, abbiamo potuto fare lavatrice e asciugatrice e stiamo sfruttando al massimo la stufa a pellets per asciugare le scarpe che sono zuppe d’acqua. Si chiude il sipario sulla penultima notte di cammino e lo stato d’animo è di quelli che precedono i grandi eventi tanto attesi.
Hang loose everybody, a domani.


