Il mondo non aspetta chi corre

da Stintino a Lampianu

Tappa N. 10

Stintino – Lampianu

30Km

Km totali 1284

Km percorsi 244

Km Restanti 1040

Sfiancante e gustosa! La descrivo così la tappa di ieri, iniziata dalla spiaggia di Ezzi Mannu dove ho montato la tenda e trascorso la notte.

Venivo dall’Asinara che ho lasciato verso le 17 per prendere la nave che mi ha sbarcato a Stintino.

Ilaria, una guida locale, mi ha dato uno strappo dall’ostello Sognasinara fino al molo di Fornelli, sul versante Nord dell’isola.

Nel tragitto abbiamo avuto l’occasione di incontrare i famosi asini albini dell’Asinara, una specie rara nel resto del mondo che invece qui costituisce quasi la metà della popolazione.

Una volta a Stintino mi sono messo in marcia per individuare un posto idoneo per passare la notte, che fosse riparato e che fosse nella direzione giusta per il giorno seguente.

Come dicevo prima, la scelta è ricaduta su Ezzi Mannu dove i chioschi Chiusi della spiaggia mi hanno dato la possibilità di scegliere il posto migliore.

Quanto è scomodo dormire in tenda non ve lo dico nemmeno, ma quanto sia meraviglioso addormentarsi guardando le stelle sul mare di notte e l’alba che scalda l’aria attorno alla tenda, beh neanche qui c’è bisogno di dilungarsi troppo.

Tutto bellissimo ma il primo problema da risolvere dopo aver impacchettato tutto è stato fare provviste di acqua e cibo.

L’unico posto in cui avrei potuto farlo era a Stintino, quindi 4 Km ad andare e altri 4 a tornare sul sentiero verso La Pedraia.

Mi ero rassegnato all’idea di aggiungere 8 Km in più alla tappa, quando ho visto un ragazzo di una compagnia del gas/luce che stava effettuando la lettura dei contatori sulla strada che costeggia il mare.

Non ci siamo presentati e non so quale sia il suo nome, ma appena mi sono avvicinato a lui non ho dovuto nemmeno chiederlo e mi ha offerto un passaggio fino al bar del paese.

Mentre facevo colazione ho visto diverse persone avvicendarsi al banco e tra loro una coppia di Cagliari, Mauro e Cinzia, con cui ho solo incrociato lo sguardo.

Poche centinaia di metri più avanti del bar c’è il supermercato locale dove ho comprato 3 panini e due bottiglie di acqua.

Stavo aspettando al banco dei salumi e ho rivisto di nuovo Mauro e Cinzia, i cui occhi hanno incrociato di nuovo i miei.

Due battute, un sorriso e la passione comune per il trekking. Anche loro, senza battere ciglio, mi hanno dato uno strappo fino all’inizio del sentiero per la Spiaggia di Coscia di Donna (che nome stupendo per una spiaggia).

L’ospitalità Sarda è talmente evidente e tracotante che riesce a colpirmi ancora, nonostante siano ormai 6 nni da quando mi sono trasferito qui.

Beh adesso spendo due parole sulla tappa di ieri.

La Pedraia dista circa 25 Km da Stintino….seguendo la strada, m diventano oltre 30 se si costeggia il mare.

La difficoltà è stata di gran lunga superiore a qualsiasi altra tappa affrontatata sinora e anche durante il Camino Francese.

Ci sono stati dei tratti in cui ho camminato su sentieri larghi quanto basta per appoggiare i piedi uno di fronte all’altro e alla mia destra il vuoto a strapiombo sul mare.

La pendenza delle colline è estrema, non la posso definire diversamente.

In alcuni momenti mi sono ritrovato a scalare, letteralmente, delle pareti così ripide che l’unica parte dei piedi che toccava il suolo era la punta e con il corpo sbilanciato in avanti, dovevo aiutarmi con le mani per non cadere all’indietro.

Sole a tratti, nuvole passeggere e vento leggero ma costante.

Ho bevuto quasi 4 litri di acqua, ho stretto i denti quando le gambe hanno cominciato a fare male e mi sono fermato qualche minuto quando il cuore stava andando troppo su con i battiti.

I colori del mare e delle colline mi hanno offerto la motivazione necessaria ad andare oltre, a ignorare il dolore e la fatica e a rimanere concentrato solo sul momento.

Ho attraversato pascoli di mucche, campi di grano, tratti selvaggi di macchia mediterranea così fitta da nascondere il sentiero e così sono stati gli animali ad indicarmi la via. Le impronte dei loro zoccoli sul terreno mi hanno guidato sino al parcheggio della spiaggia di Rena Majore, dove mi sono immesso sull strada Provinciale che avrei dovuto seguire fino a destinazione. Dico avrei dovuto perché in realtà, dopo 6 ore e 40 non avevo più un briciolo di energia disponibile, avevo finito l’acqua e sentivo il cielo diventata sempre più grigio facendo presagire una pioggia che fortunatamente non è arrivata.

Così, una volta raggiunto il paesino di Lampianu e dopo aver visto un cartello che indicava la presenza di un agriturismo, ho chiamato per verificare la disponibilità e ho cambiato il programma.

Mi ha risposto Giuseppe, il proprietario, che gestisce insieme alla moglie l’attività di famiglia.

Il B&B è solo il contorno della loro azienda, che si occupa invece di allevare capre e mucche.

Dal momento stesso in cui sono entrato nella loro proprietà, sono stato accolto e intrattenuto da Angelo, il figlio più piccolo della coppia, un bimbo di 5 anni che aiuta il padre nelle faccende quotidiane. Ha cominciato dapprima ad elencare tutti gli animali che ha nella fattoria, poi ha guardato il mio zaino e mi ha chiesto: e tu cosa fai? L’imbarazzo nel rispondere alla domanda mi ha portato semplificare la risposta: cammino.

Cammini? E dove sai andando?

Mi ha fatto sorridere e anche interrogare….in effetti, dove sto andando?

Esausto al punto da non essere mentalmente lucido, quella domanda è rimasta senza risposta, ma è si è anche incastonata tra le sinapsi del mio cervello e c’ho pensato a lungo, sia mentre facevo la doccia, sia mentre cenavo. Poi si è dissolta in un batter d’occhio quando è arrivata la risposta: a casa, sto andando a casa. Che sia Lampianu, Cannigione o Santiago, casa è dove incontrò persone vere, genuine e sincere, quando mi immergo nei miei pensieri e quando come ieri crollo sul letto abbandonando il corpo e la mente al senso di appagamento che mi dà il camminare.

Stamattina riparto da Palmadula per arrivare ad Argentiera (poco più di 9Km).

A domani.

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