Ho camminato tra le nuvole oggi, e non potrei descriverlo in maniera diversa. La tappa è stata breve, tutto sommato semplice se si escludono un paio di salite importanti, e caratterizzata da paesaggi sempre più belli.
Come dicevo nel video di stamattina, siamo partiti tardi rispetto al solito, consapevoli che avremmo impiegato circa 4 ore di cammino per raggiungere la destinazione. Abbiamo salutato Miguel Angel, che ha deciso di rientrare a casa a causa del ginocchio. Ci siamo dati appuntamento per la colazione alle 8, e dopo una divertente e rumorosa animazione del bar con le nostre risate e canti italiani, ci siamo preparati per la giornata.
Avevamo due opzioni di cammino per arrivare a Sarria, e mentre alcuni hanno scelto il percorso classico più corto, altri, tra cui Flo e la coppia genovese Matteo e Camilla, hanno optato per la variante più lunga passando per Samos, conosciuto per il suo monastero.
Lasciando il gruppo partire, ho voluto salutare Miguel Angel da solo, un uomo che mi ha toccato profondamente. Dopo averlo abbracciato, ho fatto partire l’orologio e ho iniziato la camminata con un passo leggero e senza alcun dolore, nemmeno il nervo sciatico che mi ha tormentato per 25 giorni.
Il percorso iniziava in piano, ma presto ci siamo trovati di fronte a due salite impegnative. La pendenza mi interessava, volevo capire come mi sarei sentito in cima, e le sensazioni positive mi hanno motivato a spingere un po’ di più. Attraversando un borgo in cima al monte, un gatto siamese con occhi azzurri mi ha accolto, dividendosi tra tutti noi pellegrini.
Il cammino è proseguito attraverso un bosco fittissimo e una vista incantevole sulla valle avvolta in una nebbia che emergeva solo dalle cime delle montagne. I pascoli verdi con capre, pecore e mucche in libertà hanno creato uno scenario idilliaco.
In due ore e dieci minuti ho percorso 10 km, e mentre il sole diventava caldo, ho trovato uno spazio ideale per una pausa con vista. La nebbia si stava dissolvendo sotto i raggi del sole, creando un’atmosfera magica.
Proseguendo, ho attraversato pascoli e ho iniziato a sentire fame. Tuttavia, il profumo dei pascoli non si sposava bene con un panino al prosciutto, quindi ho continuato fino a trovare uno spiazzo perfetto sotto il sole. Riprendendo il cammino con Maria, abbiamo goduto di una discesa fino alla città.
Arrivati a Sarria, dopo un breve passaggio al supermercato, abbiamo cucinato una carbonara improvvisata nell’albergue. La giornata si è conclusa con la consapevolezza che è passato quasi un mese dal nostro inizio, un periodo riempito di emozioni e ricordi che sembrano aver riempito un intero anno.
Anche per oggi è tutto, hang loose everybody!
A domani.


