Salito sul ponte, subito dopo la colazione, vengo investito da un’ondata di caldo e umidità senza precedenti. L’ho già detto una volta nei giorni scorsi, ma lo devo ripetere, un’afa così non pensavo nemmeno fosse possibile. Lo sbalzo termico tra la coperta e il ponte mi appanna gli occhiali da sole al punto da non vedere nulla e perfino lo schermo del telefono.
Un minuto dopo essere uscito ho la pelle già appiccicosa e il fiato corto, sembra di respirare acqua, anzi la sto proprio respirando.
Mi accorgo che siamo oltre ogni limite dal fatto che il teak a poppa è bagnato come se lo avesse lavato qualcuno, cosa che non è successa ovviamente.
Abbiamo sempre vento in faccia ma riusciamo a mantenere una velocità costante di 11 nodi grazie al mare calmissimo.
Non vediamo più la costa perché ci siamo allontanati di qualche miglio e con la complicità della cappa di calore, anche l’orizzonte appare quanto mai indefinito.
Alle 5 di stamattina è saltato il sistema GPS primario, quello che dialogando col software di navigazione ci consente di sapere sempre dove siamo rispetto alla rotta impostata sul pilota automatico. Non un dettaglio purtroppo.
Questo costringe Liam a scendere nell’ufficio del comandante ogni mezz’ora per rilevare la posizione attraverso gli altri sistemi e inserire un mark sulla mappa a video così da avere un riscontro costante.
Finalmente si vedono i primi delfini e diversi pesci volanti. Non so se li avete mai visti, ma sono degli animali incredibili. Sono pesci quando sono in acqua, tali e quali agli altri e sono degli uccelli a tutti gli effetti quando sono fuori. Volano anche per lunghi tratti, direi un massimo di cento metri, a pelo d’acqua grazie a delle ali vere e proprie. Un animale ibrido che stupisce per le sue capacità strabilianti.
Alle 9 in punto il comandante sale sul ponte e viene informato da Liam del problema del GPS.
Gli preparo la solita colazione a base di frutta che mangia nel suo ufficio mentre scrive alla compagnia di assistenza per ottenere indicazioni su come gestire il problema.
Il mio turno di guardia vola via velocemente anche perché Lucy arriva sul ponte qualche minuto prima delle 10.
Per pranzo mangeremo calamari in umido che non sono esattamente l’alimento preferito dagli inglesi che non vanno matti per tutto ciò che vive in mare e non è dotato di lisca.
Nel pausa dopo pranzo riesco a dormire due ore di fila e mi sento davvero molto riposato.
Rientro in cucina per preparare una ciambella al cocco e cioccolato perché quella che ho fatto stamattina è finita in mezza giornata.
Stasera mangeremo hamburger e patatine quindi ho un pomeriggio facile da affrontare.
Esco sul ponte per una pausa e vedo che Grant si sta infilando l’imbracatura per salire nuovamente sull’albero. Stavolta però c’è un metro di onda e ci sono 15 nodi di vento quindi oscillerà parecchio.
A quanto pare Jason ha ricevuto indicazioni dall’assistenza su come effettuare un check visivo dell’antenna satellitare ed è proprio per questo che serve salire su.
Ritorno al fresco con piacere e mi metto a pulire e sistemare il casino del pranzo, visto che essendo andato a dormire avevo lasciato tutto così com’era sul banco della cucina.
Riesco a infilare le ultime cose in lavastoviglie prima che la barca inizi a sbandare. Non ho bisogno di chiedere a nessuno cosa sta succedendo, è inequivocabilmente cambiata la direzione del vento ed è altrettanto inequivocabilmente stata issata la stay sail, motivo per cui siamo inclinati di 20 ° o poco più.
Esco fuori per vedere la barca con una vela in uso. Spettacolo, è tutta nera col logo North Sale azzurro e bianco. Siamo proprio fighi, anzi Lei è proprio figa.
I tre agenti dello Sri Lanka sono buddisti e non mangiano manzo. In realtà uno di loro non è osservante e mangia qualsiasi cosa gli presento, gli altri due invece non ci pensano nemmeno.
Mi tocca quindi preparare qualcosa di diverso per loro che sarà probabilmente del pollo e qualcos’altro per Ian.
Ce la metto tutta per accontentare tutti ma Dio santo quanta pazienza. Alla fine riesco ad imbastire una cena che accontenta tutti. Mi bevo il caffè seduto nella Crew mess a fianco a Jagath che mi mostra il suo cell con cui ha scattato una foto al piatto di frutta che ho preparato stamattina, dice che sua figlia quindicenne ha l’hobby della cucina e le piace impiattare, quindi mi chiede di mandargli la mia food gallery per potergliela inviare via WhatsApp.
Dopo aver bevuto il caffè esco a fumare sul ponte dove Liam e Clarkstanno provando l’attrezzatura antincendio: tute, maschere bombole etc. La temperatura a quest’ora è perfetta, tiepida e confortevole. Potrei rimanere qui per ore ma devo rientrare a pulire e sistemare. Mezz’ora dopo raggiungo Grant in cabina che ha già fatto la doccia e come sempre sta leggendo qualche pagine del suo libro con il Kindle.
Salto sul letto a castello e sono pronto anch’io a chiudere la giornata.


