Il mondo non aspetta chi corre

Day 4 – da Pamplona a Puente La Reina

La tappa di oggi è stata bellissima. Una giornata di salite e discese, di vedute e paesaggi, di colori vivaci, di incontri casuali, di smarrimenti e ritrovamenti, di saluti, di nuove amicizie e di incroci di sguardi fugaci.

La consapevolezza di aver camminato già per 100 Km ha un gusto particolare, soprattutto per me che venivo da 1 mese di moderata attività fisica dopo due mesi di letargo.

Dividerei la tappa in 3 parti: la camminata in città per uscire da Pamplona, la salita verso l’Alto del Perdòn e la discesa fino a Punte La Reina.

In città, mentre ascoltavo il consueto podcast di news ho incrociato tantissimi ragazzi in divisa da Liceo che si dirigevano verso la scuola.

Tra questi c’è stata una scena che mi ha quasi commosso e ridato fiducia nel genere umano.

Un ragazzo in sedia a rotelle, anche lui studente, che stava avendo difficoltà a scendere da un marciapiede. Mi stavo avvicinando per aiutarlo ma prima che arrivassi da lui sono arrivati due ragazzi che avevano una divisa diversa dalla sua e che non lo conoscevano.

Senza battere ciglio hanno fatto una corsetta per raggiungerlo e in due hanno sollevato la carrozzina e lo hanno messo in strada.

Piccoli gesti ma alla fine sono quelli che fanno la differenza.

Poi è arrivato il sentiero sterrato, quello dove inizia la salita verso l’Alto dove mi sono imbattuto in un’altra croce commemorativa che è stata evidentemente “usata” anche da altri pellegrini per lo stesso scopo e ovviamente per persone diverse. Su tutte mi sono soffermato qualche secondo su una targhetta circolare, apposta da Gary, quest’anno. Una targhetta per comunicare direttamente con la sua Lil. Nei 20 minuti successivi, dopo essermi rimesso in marcia ho cercato di immaginare lo stato d’animo di Gary, quale possa essere stato il motivo profondo del suo cammino, di quanto l’amore possa essere così forte ed eterno da andare oltre a tutto, anche alla vita stessa.

Campi coltivati, boschi, colline e pendii colorati hanno riportato il focus su me stesso.

Sul crinale dei monti le pale eoliche in funzione e nella mia testa il pensiero di essere a pochi KM da un’immagine che avevo visto su YouTube prima di partire: il monumento ai pellegrini che c’è proprio sulla cima del Perdòn.

Non è stata una salita difficile come il primo giorno perché è molto più dolce però sono 5 Km senza mai mollare.

Una volta in cima solo una reazione: stupore e meraviglia, senza parole e senza pensieri. Su un versante la vista sulla valle, su Pamplona e sul sentiero percorso, dall’altra lo spettacolo della Meseta, un altopiano che si estende per 330.000 KM² con un’altezza media di 700/800 metri.

Le parole e le foto non restituiscono in alcun modo la bellezza catturata dagli occhi e le emozioni che trasmette.

La discesa infine è stata dolce, morbida e altrettanto piacevole. Si passa in mezzo a campi, paesi, orti, laghetti e fiumiciattoli.

Per la prima volta, oggi, ho camminato completamente da solo, dall’inizio alla fine, ed è stato STUPENDO!

Per la prima volta ho messo le cuffie e ascoltato musica. Ho cominciato ascoltando una raccolta degli U2, poi una di Paco de Lucia (non poteva mancare qui), poi Ivete Sangalo, poi un po’ di reggae.

Ho raggiunto la cittadina di Mazurabal poco dopo le 13 e mi sono fermato in un bar in cui c’era Matteo. Boccadillo formato Polifemo, un po’ di sollievo ai piedi e poi di nuovo in marcia.

Fortunatamente le previsioni del tempo erano errate e la pioggia è iniziata solo agli ultimi 6 KM.

Poncho e coprizaino e sono arrivato a destinazione senza avere i palmizi sulle mani.

I dolori aumentano, sia in termini di intensità sia di tipologia, ma da oggi non ne voglio più parlare, fanno parte del viaggio, del percorso, dell’esperienza.

Da oggi ho anche deciso di essere più morigerato nell’alimentazione e ho fatto il voto di ricominciare a bere birra solo quando sarò arrivato a Santiago.

Una cosa che ho capito oggi è che il Cammino è disciplina, punto. Non è un gioco, non è un divertimento in senso stretto e se preso nel modo sbagliato può diventare un’esperienza poco piacevole.

L’altra cosa che ho cristallizzato proprio sulla salita al Perdòn e concludo il racconto di oggi, è che il mondo non aspetta chi corre. Ve la spiegherei volentieri ma….anche no.

Hang loose everybody, see you tomorrow!

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