Il mondo non aspetta chi corre

Day 14 – da Hontanas a Frómista

È stata una giornata caratterizzata da un’unica cosa: la fatica portata al massimo livello possibile. Questo è il modo in cui l’ho vissuta io. La prima parte del cammino non ha regalato grandi paesaggi né emozioni di sorta, sicuramente a causa del freddo, della nebbia e della neve. Per i primi 5 Km ho zoppicato malamente a causa di un’infiammazione in una zona del corpo stupida ma nel contempo essenziale per camminare: il gluteo destro. Ogni passo mi ha costretto a stringere i denti, a sperare che muovendomi e quindi scaldando i muscoli, il dolore passasse. È stato così e, come dicevo, ci è voluta più di un’ora. Quando poi ho iniziato a camminare quasi normalmente è iniziata una salita con il 12% di pendenza per 1 Km abbondante. Con mia sorpresa è passata, sono arrivato in cima e da lì in poi sono ritornato ad avere un passo più simile a quello dei giorni scorsi. L’altra nota positiva dello scollinamento è stata il tempo. Il sole è salito, l’aria si è scaldata e il cielo si è aperto consentendoci di vedere paesaggi meritevoli di uno scatto e di una sosta contemplativa. Per il secondo giorno di fila abbiamo superato i 30 Km di marcia e stiamo decidendo in questo momento, davanti a una birra e consumando la cena, se farne altri 37 domani o se scegliere di fare una tappa più breve di 20 Km. Se dovessi decidere io sulla base del mio stato fisico attuale, sceglierei la seconda opzione, ma dal momento che il mio corpo mi ha già stupito più volte in queste due settimane, mi adeguerò a qualsiasi decisione prenderemo e arriverò ovunque sia necessario arrivare. Mi fermo qui, non sono in condizione di dilungarmi oltre. Pubblico gli scatti di oggi e lascio che sia la vostra immaginazione a completare il racconto. Hang loose, a domani.

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