Il mondo non aspetta chi corre

Day 16 – da Carriòn de los Condes a Sahagún

La giornata di oggi è stata ancora una volta una lunga camminata dall’alba al tramonto. Con 38 Km di passione e sofferenza, ho superato ogni mia aspettativa, andando oltre i limiti che credevo di avere. Un dolore persistente al tendine d’Achille sin dai primi chilometri ha reso la tappa particolarmente impegnativa. Nonostante antidolorifici e auto massaggi, il dolore è rimasto costante, costringendomi a percorrere gli ultimi 10 Km con pura forza di volontà, ignorando il dolore e spingendomi oltre i limiti umani.

Siamo partiti da Carrìon de Los Condes nel buio della notte e abbiamo incontrato l’alba mentre attraversavamo campi. È diventato abituale percorrere i primi 10 Km ad una velocità superiore, un ritmo che manteniamo senza rendercene conto. Durante la tappa, ho camminato per buona parte del tempo con Rafa ed Helena, poi ho deciso di isolarmi per riflettere in solitudine.

Durante una sosta in un paesino, ho letto una citazione italiana su un muro: “Guarda indietro con orgoglio, guarda avanti con speranza.” Questa frase mi ha colpito e ha influenzato il mio atteggiamento nei confronti della giornata. Dopo una sosta più lunga per colazione/pranzo, sono ripartito con determinazione, stringendo i denti e affrontando il dolore.

Il paesaggio è diventato più interessante, con raggi di sole tra le nuvole, campi di grano dal colore intenso e arbusti con bacche. Una sosta in un paesino chiamato Teradillos de Los Templarios è stata accompagnata da un concerto di uccellini, un momento di puro incanto.

Durante la tappa, il dolore al tendine ha reso la camminata estremamente difficile, ma Flo è stato di grande supporto, rallentando il passo e camminando al mio fianco. Un gesto che ha fatto la differenza, tirandomi fuori la forza quando sembrava che non ne avessi più.

Abbiamo scoperto anche una serie di “caverne” chiamate Bodegas, utilizzate in passato per produrre e stoccare il vino delle famiglie locali. Un luogo ricco di storia che ha aggiunto un tocco speciale alla giornata.

L’ultimo chilometro è stato una vera Via Crucis, con entrambe le piante dei piedi in fiamme, i tendini urlanti e una vescica sul tallone. Nonostante la sofferenza, siamo arrivati all’ostello dove una serie di cure e antidolorifici hanno reso la serata più sopportabile.

In questo paesino di Sahagun, triste come pochi, abbiamo raggiunto ufficialmente la metà esatta del cammino. Nonostante la fatica e il dolore, guardo indietro con orgoglio e avanti con speranza, consapevole che ogni passo mi avvicina sempre di più al mio obiettivo.

Hang loose, a domani.

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