Il mondo non aspetta chi corre

Day 30 – da Arzùa a O Pedrouzo

A volte le previsioni del tempo sbagliano e fortunatamente oggi hanno cannato di brutto. Siamo partiti con una pioggerellina leggerissima, che si è fermata quasi subito, e abbiamo camminato col sole fino a O Pedrouzo. È stata poco più di una gita domenicale in campagna tra amici. Siamo andati con calma, ridendo e scherzando, godendoci il paesaggio e facendo di tutto per tenere a bada la tentazione di fare un’unica tirata fino a Santiago. Guardare le pietre miliari che indicavano 30 km all’arrivo è stato davvero difficile perché sia io che Flo avevamo nelle gambe i 40 km totali che avremmo dovuto percorrere se avessimo preso questa decisione. Matteo però sta ancora male, ha mangiato pochissimo negli ultimi tre giorni e le forze sono venute meno, Kim e Na non volevano arrivare a Santiago un giorno in anticipo perché hanno già un programma definito vincolato al volo di ritorno in Corea e le ragazze sentivano di non avere ancora l’allenamento necessario per riuscirci. Quindi, per non sfaldare il gruppo proprio all’ultimo giorno, abbiamo deciso di portare avanti il piano iniziale. Lungo il cammino abbiamo attraversato più volte dei boschi di eucalipto, campagne sempre verdissime e alcuni bar/ristorante molto particolari che purtroppo, in questo periodo dell’anno, sono chiusi. Uno in particolare ci ha fatto fermare per fare alcune foto. Era un bar con alcuni alberi davanti al portone d’ingresso, sui rami c’erano migliaia di bottiglie di birra vuote decorate con dediche di ogni tipo. Nel prosieguo del cammino, mentre passavamo sotto ad un tunnel, una frase dipinta sul muro ha attirato la mia attenzione. Ne ho riconosciuto i colori e lo stile e ho capito che si trattava dell’opera delle stesse persone che avevano eseguito le precedenti. La frase riportata seguiva la stessa filosofia: guarda al presente senza la paura del passato e senza aspettativa del futuro. Poco più avanti c’era il paese in cui avevamo prenotato l’albergue ed eravamo felici di esserci arrivati così in fretta. Purtroppo l’hospitaleros ci ha informato immediatamente che avevano un problema con la caldaia e che quindi non avevano né riscaldamento né acqua calda. Abbiamo faticato un po’ ma alla fine abbiamo trovato un’alternativa e nonostante costi un po’ di più del solito, ce la siamo fatta andare bene. C’è poco altro da aggiungere, ci siamo riposati, abbiamo fatto un giro in paese e dopo aver cenato siamo rientrati in hotel. Nell’apporre il consueto timbro sulla Credenziale mi sono reso conto, guardando tutti i precedenti, di quanta strada e quante tappe abbiamo fatto. Ogni timbro è un ostello, un bar, un ristorante in cui ci siamo fermati. Corrispondono ai luoghi, alle persone, ai momenti emozionanti che abbiamo vissuto e sopra ad ogni altra cosa alla fatica immane che ognuno di noi ha affrontato. Sono state tante piccole e grandi sfide, tante lezioni di vita e tanti ricordi che porteremo a casa e che resteranno con noi per sempre. Sarà dura dormire stanotte, l’eccitazione è già cresciuta a dismisura e più passano le ore più il desiderio di arrivare aumenta. Si chiude anche questa giornata, è l’ultima notte prima della camminata finale.

Buonanotte a tutti, a domani.

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