Oggi non ho molta voglia di scrivere, spero di trovare l’ispirazione nelle prossime ore. Sono stanco, di una stanchezza che non ha a che fare col sonno. Sono in quella fase di cui ho accennato qualche racconto fa, il mare comincia ad essere “invadente” e se avessi il pulsante del teletrasporto… vorrei essere a casa, adesso. Siamo in mare da 14 giorni, di cui 10 di navigazione. Riassumo velocemente la mattinata, intensa e faticosa, che abbiamo avuto.
Sul deck, nessun turno di guardia per nessuno, o meglio tutti in turno fino a riparazione ultimata. Hanno lavorato per tutto il tempo, dalle 9 alle 14.30, senza sosta alla messa in sicurezza dell’albero. John, è rimasto sospeso in aria, a 20 metri di altezza per 4 ore. Sono uscito dalla cucina 3/4 volte e mentre lo osservavo lottare contro le onde, armeggiare con cime e cavi, vi giuro che facevo fatica a capacitarmi di come facesse. Coraggio da vendere all’ingrosso e una forza fisica, oltre che una resistenza, impressionanti. Glie l’ho già detto quando è rientrato nella crew mess, ma glielo ripeterò domani, un grazie formato famiglia e una stretta di mano che spero gli trasferisca tutta l’ammirazione e la stima che ho per lui.
È stato un lavoro di squadra ben organizzato e magistralmente eseguito, non solo da John anche se a lui è toccato il compito più difficile, ma da tutti. I 3 marinai Matteo, Ben e Lorenzo hanno assistito ogni fase e nemmeno loro hanno avuto pause.
Sophie si è fatta penso 6 lavatrici, ha pulito le cabine ospiti e ha riordinato per quanto possibile il salone master.
Vento e onde sono state abbastanza clementi.
In cucina mi sono dedicato al pranzo, hamburger e patatine, alle melanzane alla parmigiana per stasera, alla decorazione della cheesecake per Tom, ad una focaccia genovese che ai ragazzi piace molto ed è facile e veloce da farcire durante le guardie, oltreché a pulire e a sistemare.
Sono le 15, mentre scrivo dal mio letto. Sono stanco anch’io ma ho quasi vergogna a dirlo, visto che il lavoro duro è stato fatto da altri.
Nella crew mess John, Matteo, Ben e Sophie stanno pranzando. Tom e Raymond lo hanno fatto alle 13.45, sul Fly mentre coordinavano i lavori.
Stiamo puntando Tenerife, come ho già detto. Abbiamo 18 nodi di vento e manteniamo 11 nodi di velocità. L’oceano non è piatto come nei primi giorni, balliamo un po’, ma non è niente in confronto a ieri e l’altro ieri.
Il fatto è che questa cosa dell’albero ci ha messo tutti in tensione, forse più del dovuto. Adesso siamo impazienti di arrivare in porto, in qualsiasi porto.
Il lavoro fatto dai ragazzi dovrebbe essere sufficiente a garantire la stabilità necessaria e ad attutire le sollecitazioni. Raymond ha la situazione sotto controllo e la nostra sicurezza viene prima di qualsiasi altra cosa, su questo non ho alcun dubbio.
Dopo aver terminato i lavori si è diretto nella sua cabina, credo che dopo che la tensione è calata si sia sentito stremato. Comprensibile.
Nel pomeriggio dopo aver infornato la parmigiana, mi ritrovo con Matteo a parlare del più e del meno. Penso che anche a lui faccia piacere parlare un po’ in italiano.
In realtà ci si aspettava di festeggiare Tom, tanto che Sophie aveva anche addobbato la crew mess con la classica scritta Happy Birthday fatta da triangolini colorati, ognuno con una lettera. Palloncini colorati, la torta al cioccolato…beh Tom non si è presentato. Diciamo che festeggiare il compleanno non è una cosa che lo rende particolarmente felice.
Però la torta l’ha mangiata eccome, perché l’ho visto alle 17, seduto al tavolo da solo, che la mangiava e mi ha ringraziato e fatto i complimenti perché gli è piaciuta. L’avevo visto altrettanto contento quando Sophie gli aveva portato l’hamburger per pranzo. È un fanatico di panini, patatine e cibo spazzatura in generale. Non che l’hamburger sia spazzatura, ma non è certo tra i cibi più sani del mondo. Averglielo fatto oggi, nel giorno del suo compleanno in maniera del tutto casuale, è suonato quasi come un mezzo regalo. Tant’è che mi ha detto che il pranzo di oggi è il migliore che ho preparato in tutta la traversata. L’ho preso inevitabilmente come un complimento, perché onestamente con tutto quello che ho preparato fino ad ora, l’hamburger non rientrava neanche tra le prime 10 cose menzionabili. In ogni caso ne sono stato felice.
Sforno la melanzana alla parmigiana…la guardo e sono un po’ perplesso. Sembra un pelino troppo morbida, acquosa. Avrò esagerato col pomodoro? Chiedo aiuto al mio Guru, Roberto Amarante, che mi tranquillizza. Attendo un’oretta ed effettivamente si compatta a sufficienza da riuscire a tagliarla bene.
Ne mangio una porzione, mi trattengo, non voglio esagerare anche se ce ne sono due teglie e sicuramente ne avanzerà un bel po’.
Finalmente, alle 19.45 Raymond riemerge dalla sua cabina. È visibilmente provato, anche se ha dormito sino ad ora.
Mangia la parmigiana e manca poco che lecchi il piatto, poi assaggia la cheesecake, ne taglia un altro pezzetto e mi che gli è piaciuta così tanto che stasera non finisce il pasto con le M&M’s….un trionfo!
Parliamo del lavoro di stamattina e del fatto che sta pensando di fermarsi a Madeira, anziché a Tenerife. La rotta è più o meno la stessa, ma ci arriveremmo prima e rimarremmo più in linea con la rotta per Gibilterra. Con tutta probabilità sarà lì che faremo la riparazione della sartia.
Gli chiedo quali sono i tempi previsti per la riparazione e la risposta è ambigua. Dovrebbero volerci un paio di giorni ma quando si fanno lavori di questo tipo non si può mai sapere quanto ci vuole davvero. Vanno indagate le cause, prima di riparare il pezzo in sé.
Per me va benissimo questo ritardo, sono pagato a giornata e il ritardo rappresenta un maggior guadagno, ma per lui e per il resto dell’equipaggio non è così. La maggior parte andrà in ferie una volta raggiunta Palma, lui stesso ha altri programmi e tra questi il lavoro che mi ha offerto e che rischia di saltare a causa di questo inconveniente. Non me lo dice chiaramente, ma lo capisco da solo.
Inutile pensarci adesso, intanto arriviamo a Madeira, poi vediamo.
Rientro in cabina, scrivo e rullo una sigaretta che sto per andare a fumare.
Alla fine ho trovato l’ispirazione, buonanotte a tutti. A domani.


