Ecco la correzione del testo:
Mi alzo alle 5 di proposito, perché voglio che sia una giornata estremamente produttiva. Mangio uno yogurt nella crew mess e Grant scende le scale proprio in quel momento. “Cosa diavolo stai facendo qui a quest’ora?” Gli dico che voglio che sia una giornata produttiva e lui mi dice che sono proprio un tipo strano, ma ride come un matto. Taglio la frutta per lui, Liam e l’agente di turno oltre che per il resto dell’equipaggio. Esco sul ponte con le tre ciotole e sono tutti felici, Grant in particolare perché normalmente non fa colazione a quest’ora. L’agente che mi vede arrivare con una ciotola anche per lui stenta a crederci, non dev’essere abituato a gentilezze di questo tipo nelle navi commerciali su cui è solito lavorare.
Quando Grant ha iniziato il suo turno ha trovato un pesce volante sotto la ruota del timone, “avrei dovuto conservarlo per te, così lo potevi cucinare – mi dice – “certo, potevamo fare le ali di pesce volante”, risate generali. La prima ora di guardia sarebbe andata via tranquilla, se non fosse per il fatto che mi sono accorto che il soffitto della cucina è completamente ricoperto d’acqua. Avete capito bene, il soffitto. Come se fosse una gigantesca condensa, che purtroppo non è. Si tratta di un’infiltrazione già riscontrata dal precedente equipaggio che infatti l’aveva annotata sulla lavagna della Crew Mess come intervento da fare al più presto. Ogni giorno ce n’è una di nuova.
Ci sono anche notizie positive perché abbiamo di nuovo il GPS primario in funzione. Jason ha scritto ancora alla compagnia di assistenza dopo aver fatto fare a Grant il controllo dell’antenna che non ha messo in evidenza nessuna rottura visibile ad occhio nudo, la compagnia gli ha fornito una procedura attraverso la quale è riuscito a collegare il sistema secondario al software di navigazione e quindi come dicevo prima, siamo tornati ad avere una condizione di piena operatività del satellite. Gli agenti della sicurezza si avvicendano, io e Liam completiamo un paio di logs, lui sul Logbook dove deve annotare i valori relativi alla posizione della barca, la rotta tenuta, la direzione e l’intensità del vento etc., io invece in sala macchine. Dopo l’ultimo check riemergo in superficie e qualche minuto più tardi assistiamo ad uno spettacolare show di delfini. Un gruppo davvero enorme, comparabile solo a quelli che ho visto a Gibilterra due anni fa. Un centinaio a occhio e croce. Questi sono di una specie diversa e sono un po’ più piccoli ma saltano altissimo e atterrano sulla pancia facendo uno rumore sordo che riusciamo ad udire perfettamente. Troppo fico! Jagath ha dato il cambio al suo collega e mentre stiamo chiacchierando insiste per farsi una foto con me, vuole mostrarla alla sua famiglia. Sorrido e accetto volentieri.
Passato lo show esponiamo la nostra bandiera e quella di cortesia dell’Oman, perché alle 16 ormeggeremo a Salalah, un porto commerciale dove riforniremo del carburante necessario per arrivare a destinazione. La bandiera di immatricolazione della barca e la bandiera di cortesia sono issate secondo le regole dell’etichetta nautica, del bon ton. Spesso capita di vedere barche con bandiere rovinate o sporche, fa semplicemente schifo, è come andare in giro con una maglietta con le macchie di sugo di pomodoro, o con i pantaloni sporchi di fango. Lo stile in barca fa la differenza.
Siamo in anticipo sulla tabella di marcia e se mantenessimo questa velocità, 10 nodi, arriveremmo alle 12 cosa che ci costringerebbe a dare àncora e attendere le 16 perché quello è lo slot che ci hanno messo a disposizione. Quindi riduciamo la velocità a 7 nodi e ce la godiamo. Jason, che si è alzato da poco, sta contattando l’autorità portuale per chiedere uno slot anticipato, se disponibile, sul quale speriamo un po’ tutti. Buttare via mezza giornata non è mai una cosa positiva. Si alterna sul ponte con Liam e iniziamo ascoltando un po’ di reggae. In questa zona ci sono parecchie boe che segnalano la presenza di reti da pesca e dobbiamo fare un po’ di slalom per evitarle.
Dopo aver finito il mio turno di guardia mi dirigo in cucina. A pranzo mangeremo costine di manzo che ho messo a cuocere in forno a 100 ° già dalle 8.30, non ho quindi moltissimo da fare e di conseguenza mi dedico ad una torta, una crostata al limone. Devo farmi la pasta frolla perché al supermercato a Dubai non c’è stato verso di trovarla. La cosa è tutt’altro che semplice perché in navigazione le bilance servono come un terzo capezzolo. Quindi bisogna andare a occhio con il rischio ovviamente di commettere qualche errore. Vedremo domani, dopo che avrà riposato 12 ore. Preparo anche due focacce genovesi per restare in allenamento, una sarà con le olive e una con le cipolle. Il caldo fa lievitare gli impasti velocemente tanto che devo metterle in frigo per rallentare leggermente. Vorrei sfruttare la pausa rifornimento per dormire ma i tempi di lavorazione dell’impasto non me lo consentono. Alla fine, dopo aver ormeggiato, mi butto 40 minuti in cui dormo col pensiero che non li posso lasciare lì, al caldo assurdo della cucina generato dalla porta della macchine aperta, perché Chris va e viene di continuo dal ponte dove parla con l’operaio della stazione di servizio, e dalle botole. Pur avendo l’aria condizionata accesa ci sono 30 gradi. Alla fine mi alzo e rinuncio a dormire, lo
farò stasera svenendo sicuramente subito dopo la doccia. Ripartiamo alle 17.30 e poco prima di mollare gli ormeggi Jason mi dice che portiamo indietro l’orologio di un’ora iniziando così ad adeguarci all’orario Europeo. Ceniamo alle 7 e stasera sono curioso di avere un feedback dagli agenti dello Sri Lanka. Cucino il pollo al curry seguendo una ricetta che ho scoperto 2 anni fa e che dovrebbe essere la più simile alla versione originale. Riso, verdure, le due focacce… non siamo a dieta. Dopo averlo assaggiato in due si alzano in piedi per venire in cucina a dirmi che è buonissimo e detto da loro è un complimento che mi rende davvero felice. Spazzoliamo tutto, non avanza niente, altra cosa che apprezzo molto perché così non devo mettere avanzi in frigo. Faccio la doccia mentre Grant sta già dormendo, è distrutto e come lui anche Chris ha avuto una giornata estenuante. Non che le nostre siano state leggere ma loro hanno lavorato in sala macchine con 50 gradi dalle 8 di stamattina fino alle 8 di stasera fermandosi solo mezz’ora per pranzare. Esco sul ponte per scrivere questo racconto e non disturbarlo con la luce del telefono. Sento che ho bisogno di riposare la schiena e la testa che comincia a farmi un po’ male. Sono in piedi dalle 5, adesso sono le 20.40 del vecchio orario e le 19.40 del nuovo.
Buonanotte a tutti, a domani.


