Il mondo non aspetta chi corre

Ore 3.45, mi sveglio per andare al bagno e nella testa mi passano due pensieri in successione: come cazzo ho fatto a dimenticare le mie scarpe in banchina e ho lasciato il pane a lievitare sul banco, adesso lo vado a cuocere. In realtà è anche perché mi sento bene, ho riposato 6 ore e sono più che sufficienti e quindi perché dormire? Preferisco non sprecare neanche un minuto della mia vita, se posso.

Esco in cucina e accendo il forno. Il Pan Brioche è cresciuto benissimo, complice anche la temperatura dell’ambiente. Lo spennello col tuorlo d’uovo, attendo ancora qualche minuto, il forno è caldo e via in cottura. In quel momento Liam esce dalla cabina con la sua bottiglia d’acqua sotto braccio. Quando mi vede in piedi resta qualche secondo in blocco, come se per un attimo avesse la sensazione di avere un’allucinazione. Mi chiede cosa ci faccio sveglio e gli rispondo che il pane aveva bisogno delle mie attenzioni. Non credo abbia capito, è ancora abbastanza assonnato e si dirige sul ponte.

Bevo un caffè e lo raggiungo. È ancora buio, anche se si comincia ad intravedere un leggero bagliore all’orizzonte. Alzo gli occhi al cielo e… magia, 4 pianeti in fila: Venere, il più grande, Giove, Saturno e Marte. Non capita spesso di vederli tutti e quattro e così luminosi. Li potete vedere anche dall’Italia in questo periodo e la cosa singolare è che Giove e Venere sono in congiunzione, ad una distanza molto ravvicinata rispetto al solito.

Il vento è sempre costante, il mare anche, le montagne russe pure; rientro in cucina per controllare la cottura e scatta per l’ennesima volta l’allarme della pompa in sentina del lazarette. Nonostante il sensore sostituito, continua a far diventare matto Chris. Questa volta si sveglia anche Jason che viene a controllare di cosa si tratta e parla qualche minuto con Liam prima di ritornare a letto.

Ci siamo quasi, tempo di un altro caffè e sforno, poi risalgo sul ponte. Grant fa un paio di battute, io e Liam ridiamo, poi la luce si fa più intensa, segno che il momento dell’alba si avvicina. Siamo prossimi ad attraversare il confine virtuale tra Sudan ed Egitto, alla nostra sinistra, mentre alla nostra destra ci sono Gedda e poco più in là La Mecca. Quanti paesi abbiamo visto e costeggiato fino ad oggi, questa è decisamente una delle differenze più evidenti tra il navigare in Oceano e il navigare in questi mari. Avere anche solo qualcosa da guardare sulla mappa, invece che una distesa d’acqua infinita, rende la navigazione meno noiosa e per quanto mi riguarda più interessante ed attraente.

Sono le 5.30 e dico a Grant che se vuole andare a dormire, dal momento che sono sveglio e operativo, non c’è nessun problema, ma lui preferisce finire il suo turno e restare con noi. Scende in coperta per preparare altre due tazze di caffè per lui e Liam e visto che ormai il pane si sarà raffreddato, gli chiedo se ne taglia tre fette spalmandole con la Nutella così facciamo colazione assieme. È di una bontà unica, tanto che lui prima di rientrare in cabina ne mangia un’altra fetta. Io e Liam parliamo a gesti perché con questo vento è quasi l’unico modo di comunicare, oltre a urlare. Guardo il sole che è ormai ben lontano dall’orizzonte e un gruppo di delfini temerari sfida il vento e la corrente riemergendo in superficie per respirare.

Manca poco alle 6, tempo di compilare il logbook e fare io check in sala macchine. Liam controlla le previsioni meteo dal telefono, siamo proprio in mezzo al punto di massima intensità del vento. A quanto pare

non migliorerà a breve, come sembrava guardando le previsioni ieri. Se dovessi descrivere la sensazione che provo ora, stando seduto a poppa, descriverei quella che si prova salendo sulla giostra denominata “La Nave Pirata” perché quello è il livello di oscillazione che stiamo sperimentando ora, con la differenza che quella dura 5 minuti, questa 3 giorni di fila senza mai mollare. Decisamente non per tutti.

Il tempo sembra non passare mai stamattina ma in un modo o nell’altro riesco a impegnarlo in modo da non annoiarmi. Un po’ osservando il mare, un po’ chiedendo prima ad Liam e poi a Jason di spiegarmi qualcosa a proposito della navigazione è un po’ cercando di fotografare i delfini in salto, cosa che dopo innumerevoli tentativi, mi riesce. Arriva finalmente Lucy a darmi il cambio e mi catapulto volentieri in cucina per sfruttare un momento di calma, solo temporaneo, del vento.

Oggi pranzo semplicissimo, petti di pollo, peperoni e pomodorini che sono saltati magicamente fuori da un angolo del frigo. Grant viene in cucina a raccontarmi l’ennesimo gioco di parole inventato da lui, un umorismo inglese che non mi fa ridere a crepapelle ma almeno rende il tempo passato ai fornelli meno solitario del solito. Pranziamo tutti assieme e poi, senza perdere neanche un secondo, rassetto la cucina e mi tuffo sul letto. Dormo due ore e mezza che mi rimettono in forma pienamente.

Appena scendo dal letto sento che è cambiato il movimento, siamo passati da onde corte a onde lunghe ed è tutta un’altra storia. Esco sul ponte per confermare ed è proprio così, abbiamo attraversato tutto il fronte di bassa pressione lasciandoci quindi alle spalle, almeno per ora, la navigazione movimentata degli ultimi giorni.

La cena di stasera non richiede grande impegno per essere preparata e questo mi lascia il tempo di godermi un po’ il sole caldo con Liam e Grant che sono di guardia fino alle 6 e di preparare un’altra torta di mele… che abbiamo in abbondanza e devo utilizzare prima che marciscano. Sto per iniziare a pesare gli ingredienti quando Liam mi dice che le torte al cioccolato sono le sue preferite e allora colgo la palla al balzo e decido di fare una Caprese, anch’io sono annoiato dalle torte di mele. Significa che la dovrò preparare dopo cena, che farò più tardi del solito e che dovrò fare la doccia quando Grant starà già dormendo, quindi muovendomi come un gatto, ma oggi è una giornata da ricordare, per motivi che non voglio esporre pubblicamente, quindi va bene così.

Ceniamo separatamente, a gruppi di due perché ognuno ha qualcosa da fare. Mi godo il tramonto mentre aspetto che tutti finiscano e poi dopo aver sistemato la cucina e aver fatto la doccia mi metto a scrivere il racconto che state leggendo. Grant si avvia verso la cabina, esausto perché è stato un’ora in sala macchine con Chris e mi dice che abbiamo cambiato programma e invece che fermarci a Sharm faremo tappa ad Hurgada perché è più semplice farsi consegnare il pezzo di ricambio. A me cambia poco, basta che ci sia un supermercato.

Guardo la Caprese con soddisfazione sapendo già che non vedrà l’alba e tanto basta per garantirmi un sonno appagante. La inforno e per i prossimi 45 minuti mi rilasserò sui sedili di poppa. Buonanotte a tutti, a domani.

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