Il mondo non aspetta chi corre

Oggi c’è poco da raccontare, gran parte del viaggio è alle spalle o a poppa se preferite.

La navigazione nel Mediterraneo è per certi versi più monotona rispetto ad altri mari, soprattutto se non ci sono coste a vista come nel nostro caso.

Le uniche cose che mi hanno veramente colpito da quando siamo usciti da Suez sono:

1 – la luna di ieri sera, piena, luminosa come poche altre volte e lo yakamoz brillante che generava.

2 – nello stesso identico momento in cui stavo osservando la luna, mi sono girato per rientrare in coperta e dal lato opposto c’erano ancora le ultime luci del tramonto all’orizzonte. Quattro fasce di colore ben visibili, dall’alto verso il basso: il nero della notte, il blu, l’arancio e il giallo che si fondevano insieme e infine l’acqua che all’orizzonte ha un colore che non ha nome.

3 – onde e vento che nonostante abbiano un’intensità pari a quella che per alcuni giorni abbiamo affrontato nel Mar Rosso, qui fanno un altro effetto e ci fanno sbattere di prepotenza con la prua. Mare chiuso, onda corta, siamo sempre più vicini a casa.

4 – da quando siamo partiti, ormai venti giorni fa, quando c’è stato vento ce lo siamo sempre ritrovato in faccia. Non mi era mai successo di navigare sempre e solo col vento di prua e chi va per mare lo sa, non è la migliore delle condizioni. È un’altra esperienza che entra in cassetto, che fortifica e che rende unica quest’avventura.

5 – il tramonto di stasera, in foto, che non merita di essere sciupato con nessun aggettivo.

6 – last but not least, non so come facciate ad avere ancora voglia di leggere i miei racconti dopo oltre 40 giorni di mare che inevitabilmente hanno portato con sé più di una ripetizione.

Ne sono onorato, stupito e ve ne sono infinitamente grato. Buona serata a tutti.

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