Il mondo non aspetta chi corre

Fa davvero freddo stamattina, più di ieri, più di quanto mi aspettassi, troppo perfino per le nostre chiacchierate, mie e di Liam intendo.

Passiamo la prima ora ad osservare il mare, a guardare i nostri telefoni e a ripararci dal vento che, finalmente, abbiamo al traverso. In realtà la direzione, la sua, è sempre la stessa, arriva da Nord-Nord Ovest, ma è cambiata leggermente la nostra rotta e quindi invece che averlo in faccia, ce l’abbiamo a ore 11.

La barca è sbandata sul lato di sinistra, abbastanza sbandata da percepire l’inclinazione anche in cucina . Non andiamo a vela quindi il motivo è da ricercare altrove e dopo averlo chiesto ad Liam, arrivo da solo all’unica spiegazione possibile: il serbatoio del carburante sul lato dritta si è svuotato del tutto e abbiamo quindi un lato molto più pesante dell’altro.

Il turno di guardia passa piuttosto in fretta e con Jason chiacchiero un po’ più del solito, stamattina ha voglia di fare conversazione. Parliamo di tutto, ma soprattutto della Costiera Amalfitana, che non ha mai visitato e che è curioso di vedere quanto prima. Ne avrà modo nelle prossime settimane, prima dell’arrivo degli ospiti. Gli preparo la solita colazione di frutta, muesli, yogurt e miele e prima che debba rientrare in coperta per iniziare a cucinare mi chiede se posso preparare per pranzo un piatto di pasta con un sugo bianco, senza pomodoro. Mi viene in mente che ho 3 Kg di vongole nel frigo e degli spaghetti trafilati al bronzo che ho trovato ad Hurgada. Lui adora le vongole, io anche, ci aggiungo un secondo a base di gamberi, un po’ di verdure ed ecco che il pranzo è già definito.

La giornata scorre via veloce, senza affanni e senza grandi attività da svolgere, ormai siamo alla fine, sono gli ultimi giorni prima di avere un po’ di relax e svago.

Domenica la barca sarà praticamente deserta perché ce ne andremo in quattro e a bordo resteranno solo Jason, Clarke Milan.

Nel pomeriggio approfitto per fare un po’ di ordine tra gli armadietti di cui, al mio rientro, rivedrò totalmente l’organizzazione. Durante questa delivery non ho voluto toccare quasi nulla, di proposito, per avere il tempo di capire, lavorandoci dentro, come organizzarla al meglio. Adesso ho le idee chiare e so esattamente cosa mi serve e cosa no, dove tenere gli utensili, le stoviglie, i prodotti per la pulizia etc. Ho anche chiesto a Paul di fare alcune modifiche utili per liberare spazio e mantenere l’ambiente più ordinato e sgombro.

A cena ci siamo ritrovati a ridere e scherzare, a programmare le uscite a Napoli e a Capri, dove staremo per almeno un mese e anch’io onestamente non vedo l’ora di vivere la stagione da queste parti, perché vissuta dalla barca dev’essere un’esperienza da ricordare, ne sono sicuro.

Prima di rientrare in cabina Liam mi chiede di mettere tutto in sicurezza perché stanotte, stando alle previsioni, ci sarà un rinforzo del vento, niente di preoccupante ma è meglio evitare di raccogliere vetro rotti o pentole che cadono a terra danneggiando il pavimento.

Domani mattina, quando mi sveglierò alle 5, come al solito per iniziare la guardia, dovremmo essere vicini alle coste siciliane, sempre più vicini alla meta, sempre più a casa. Da lì poi l’arrivo a Messina sarà questione di poco più di mezza giornata di navigazione.

Anche il passaggio nello stretto mi affascina, è uno dei posti di mare più difficili in Italia e anche nel mondo per via delle correnti e dei venti quasi sempre molto forti.

Il mio corpo si è abituato al ritmo di veglia e di sonno che ho seguito sin dalla partenza e in questo momento sento di essere stanco a sufficienza per andare a dormire…e sono solo le 20.

È finita un’altra giornata, una delle ultime di questo viaggio, buona serata, a domani.

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